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PotaturaLa potatura e quindi anche la forma di allevamento, deve dipendere dal tipo di raccolta (cioè la raccolta manuale o meccanica) che si vuole effettuare e viceversa. Questo non vuol dire che tutte le decisioni relative alla potatura si basino esclusivamente sulla tecnica di raccolta ma deve esserci una relazione piuttosto stretta tra le due scelte. Questo è un concetto fondamentale, però spesso si vedono estesi oliveti impalcati alti ed in cui si opera la raccolta manuale (più che di raccoglitori si dovrebbe parlare di scalatori!), in queste realtà che sono ancora oggi diffuse è impensabile credere che l’olivicoltura rappresenti un’attività redditizia, in quanto sono troppo elevati i costi di potatura e di raccolta, con produzioni spesso modeste. POTATURA DI ALLEVAMENTO: questa deve essere mirata a dare l'eventuale forma scheletrica decisa per la pianta con il minor numero di tagli possibili, fatti in parte in inverno o alla ripresa vegetativa ed in parte in estate durante l'accrescimento. E' importante sapere però che la potatura effettuata nel periodo giovanile rallenta l'accrescimento della pianta e quindi anche l'entrata in produzione, per questo è più conveniente adottare forme libere di allevamento che necessitano di pochi interventi cesori. Questo concetto è quanto mai importante in quanto l'allungare il tempo di entrata in produzione vuol dire anche ottenere piante alla fine più grandi, cioè, è vero che annualmente crescono meno come abbiamo già detto, ma complessivamente lo fanno per un numero superiore di anni e quindi raggiungono più facilmente sviluppi eccessivi e difficilmente controllabili in seguito. La produzione invece è già un ottimo controllore dello sviluppo vegetativo in quanto compete proprio con questo per le sostanze nutritive. Raggiungendo quindi prima questo stadio (con potature minime e buona concimazione azotata) si ottengono più facilmente piante equilibrate e facilmente gestibili. POTATURA DI PRODUZIONE: questa deve essere indirizzata ad ottenere un equilibrio costante tra accrescimento vegetativo e produzione, quindi deve essere più o meno intensa a seconda della vigoria della pianta. Piante poco vigorose necessitano di potature più intense fatte nel periodo antecedente alla ripresa vegetativa, piante molto vigorose invece necessitano di pochi tagli fatti preferibilmente dopo la ripresa vegetativa in quanto in questo periodo inducono una risposta vegetativa inferiore. Non bisogna farsi ingannare invece dal ragionamento contrario che interpreta uno sviluppo eccessivo della pianta come un bisogno di una potatura più intensa infatti una potatura severa produrrebbe una risposta vegetativa ancora maggiore a discapito della produzione. La potatura è una pratica agronomica importante ed insieme alla fertilizzazione rappresenta l'arma più efficace per massimizzare le produzioni. Senza una conoscenza approfondita sulla influenza che ha sulla fisiologica della pianta però si rischia di fare dei gran pasticci. Con le altre essenze arboree questo problema è meno sentito, questo grazie alla possibilità di impostare forme scheletriche ben definite a partire dalle quali è possibile dare delle direttive abbastanza precise sulle modalità di intervento. L'olivo invece essendo una pianta cespugliosa (basitona) e sempreverde vegeta "un po' come gli pare" quindi l'unico modo per potare correttamente è conoscere a fondo la pianta. In generale, possiamo anche dire che ad eccezione di piante vecchie o malate, la potatura potrebbe essere notevolmente ridotta (in particolar modo quando si sceglie di raccogliere a mano) a condizione di scelte ottimali del sesto di impianto e delle idonee impostazioni iniziali date alle giovani piante. |
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Agrolvo.it - Dott.
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